domenica 8 ottobre 2017

Oper Water - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Era il lontano 2004 quando vidi per la prima volta Open Water. Per certi versi fu un film davvero rivoluzionario, una sorta di thriller realizzato in stile docufilm - per altro ispirato liberamente a una storia vera - con un cast ridotto ai minimi termini, e inquadrature da incubo.

La vicenda è semplice: Una coppia decide per una vacanza al mare. Si registrano per una escursione subacquea e tutto sembra bellissimo, una giornata da favola, tra fondali colorati, a giocare con le murene, scattare foto... Ma quando i due tornano a galla, la barca dell'escursione non c'è più, non c'è più neppure la boa attorno alla quale dovevano radunarsi. A bordo c'è stato un errore di conteggio per via di una banale svista, e sono andati via senza di loro. All'inizio Susan e Daniel non si preoccupano. Decidono di aspettare lì, sicuri che l'imbarcazione avrebbe fatto dietro front non appena a bordo si fossero accorti dei due clienti mancanti, ma tutto ciò non accade - a bordo nessuno si accorge di nulla perché i due non avevano socializzato, e per di più avevano persino avvisato che una volta arrivati sul punto di immersione, non avrebbero seguito il gruppo perché erano sub esperti. A tutto ciò si aggiunge la corrente, che lentamente li sposta dal punto di rendez vous senza che la coppia se ne accorga.
Passano le ore, arrivano i crampi, poi il mal di stomaco, poi le meduse, e anche i pesci cominciano a interessarsi ai due oggetti che galleggiano in mezzo al mare. La notte si avvicina, sta diventando freddo... Le cose non possono che peggiorare.

Non aspettatevi un lieto fine con questo film, perché se vi perdete in mezzo all'oceano, ci vuole un miracolo ad assistervi e a salvarvi. E il film rimane fedele a questo concetto, facendo crescere ansia e malessere a chi lo guarda, costruendo una tensione graduale e crescente che porta a stringere i pugni e a digrignare i denti. E' un film che inchioda alla terra ferma.

Però... Ricordatevi che è un film con più di un decennio sulle spalle, e la formula di cui fu precursore, oggi si è affinata al punto da considerarlo forse banale e poco efficace. Già! Perché Open Water è privo di effetti speciali, è girato al naturale, non ha una colonna sonora che fa saltare dalla sedia, e se cercate tutto ciò, in questo film non lo troverete. Troverete altro, ma saprete apprezzarlo?

A me piacque quando uscì, e continua a piacermi.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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