lunedì 11 settembre 2017

Mamma o Papà - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Sapevo che sarebbe andata così, ma volevo comunque tentare con questo titolo che - almeno sulla carta - proponeva una commedia agrodolce capace di strappare belle risate. Ebbene, ciò che stava sulla carta è rimasto sulla carta, e Mamma o Papà non mi ha convinto per nulla.

Quindici anni di matrimonio. Valeria (ingegnere) e Nicola (medico) hanno deciso di divorziare in maniera civile. Hanno tre figli, Mattia (una specie di black block all'acqua di rose), Viola (una teenager sempre incollata al cellulare), e il piccolo Giulio (campione di scacchi); ciò non è però un'ostacolo. I due genitori sono d'accordo su tutto, dagli alimenti, passando per il denaro, la casa, e infine l'affidamento congiunto dei tre figli. Però... Quando ormai è giunto il momento di firmare le carte, ecco che arriva un'opportunità di lavoro all'estero, sia per lui, sia per lei. E ovviamente uno dei due deve rinunciare per badare ai figli, no? Da questo momento è guerra... Non per avere i figli con sé, bensì per appiopparli all'altro genitore.

E' evidente che il film vuole giocare sul paradosso, visto che generalmente le liti tra coniugi che si separano sono generate per motivi opposti a quelli presentati in questo film, eppure non funziona. I buoni sentimenti non si scollano mai veramente dalla storia. Non c'è la crudezza che uno si aspetterebbe, non ci si trova di fronte a una Guerra dei Roses all'italiana. Manca persino la spontaneità nella narrazione, e soprattutto degli interpreti. Forse si salva Albanese, che dimostra una certa disinvoltura nel ruolo che ricopre, ma non mi ha convinto la Cortellesi, bravissima ma troppo teatrale e poco istintiva, specie nelle scene con il topolino (n.d.r. Ma non solo). I figli sono bidimensionali, privi di profondità, messi lì solo perché servivano... E non mi son parsi neppure tanto pestiferi come li racconta il film, capaci di far scappare ogni tata veniva assunta dai genitori per badare loro quando erano fuori per lavoro. Gli amici, poi... C'è forse stato un blando tentativo di imitare il rapporto raccontato in Harry ti presento Sally?

E il finale non è altro che il giusto epitaffio per la vicenda, che no... Non funziona proprio.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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