venerdì 8 settembre 2017

I guardiani della galassia Vol.2 - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Con I Guardiani della Galassia Vol.2 non c'è più la sorpresa. Si sa già cosa c'è da aspettarsi guardando il secondo capitolo di questa saga super-eroica, e di conseguenza l'effetto sorpresa viene a mancare. Ciò che invece non manca è la riconferma di una struttura che funziona, ma soprattutto, di una colonna sonora che fa il 50% del film. Togliendo la colonna sonora, ecco che la pellicola sarebbe una delle solite produzioni Marvel con tanti effetti speciali, un po' di ironia, piacevoli... ma a lungo andare con una trama abbastanza prevedibile.

Però qui si va sul sicuro: La musica è quella giusta. Il cast funziona ed è di altissimo livello, tanto che oltre all'affascinante Zoe Saldana, si aggiungono Kurt Russell e Sylvester Stallone... Senza dimenticare Chris Pratt, che con questa saga dimostra di poter reggere il ruolo di protagonista (dopo una lunga carriera di comprimario).

Il film si avvia dove si chiudeva il primo. I Guardiani della Galassia diventano un gruppo mercenario che si impegna a salvare i pianeti da eventuali minacce (n.d.r. E a qualche furtarello, tanto per cambiare). Ma il plot è incentrato sul padre di Peter, che qui si presenta in grande spolvero, ed è un vero e proprio Dio. Il suo nome è Ego, e già il nome è tutto un programma, ma ovviamente Peter è accecato dall'emozione, e per un attimo la pellicola vira sull'emotività, sui lacrimoni, sulle immagini di padre e figlio che si lanciano una palla, eccetera eccetera. La cecità di Peter è compensata dallo scetticismo di Gamora, la quale ovviamente riuscirà a far rinsavire Star Lord sul finire del film.
Ma l'emotività rimarrà sovrana, perché Tra Gamora e Peter finalmente si intuirà un vero scoccare di scintilla, e il rapporto tra la donna e sua sorella troverà finalmente un chiarimento, e la pace. Lo stesso Rocket troverà (forse) pace e diventerà un po' meno intrattabile. E ci sarà anche qualche sorpresa che non voglio annunciare. 
Vi basti sapere che qui, in questo film, tutti i nodi vengono al pettine e finalmente la parola famiglia, in molti sensi, acquista il valore che dovrebbe avere sempre.

Ottime le interpretazioni. Gli effetti speciali sono un po' troppo invasivi durante le battaglie, che hanno un po' troppo l'aspetto di un videogame. La storia funziona. La colonna sonora è sempre di alto livello... Peccato per la caduta di stile sullo Zune (n.d.r. E la bugia clamorosa riguardo al suo uso sulla Terra, visto che non superò mai 11% delle quote di mercato, dove l'iPod copriva il 70%). Si alza nuovamente il livello nei brevi intermezzi durante i titoli di coda; ce ne sono tanti, per cui abbiate pazienza e guardateli tutti.

Insomma, per concludere, un bel film. 



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. Molto molto carino anche se forse ho preferito il primo.
    Se non altro qui un signore autore come James Gunn si è potuto permettere un'introduzione (la battaglia tutto sullo sfondo mentre la cinepresa si concentra sulle peripezie di Baby Groot) che ben pochi mestieranti Marvel si sono potuti concedere.

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    Risposte
    1. Si, verissimo. Anche io ho preferito il primo. Il secondo comunque regge bene nella classifica, e come dici, l'autore ha avuto un po' più di libertà d'azione, e ciò è un bene.

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