venerdì 15 dicembre 2017

Goliath - #SerieTV #Recensione

Glauco Silvestri
Goliath è una di quelle serie televisive che all'inizio ti cattura, poi perde un po' di grip sull'attenzione, e sul finale ti lascia un po' basito.

Il tema ci ricorda l'antico scontro mitologico tra Davide e Golia, che proiettato ai giorni nostri è ridisegnato come uno scontro tra due avvocati di successo (uno caduto in disgrazia a causa del suo carattere non proprio facile e del suo attaccamento alla bottiglia), tra uno studio legale di altissimo livello e uno di infimo ordine, tra una famiglia comune e un colosso militare statunitense.

Siamo a Santa Monica, in California. L'avvocato Billy McBride, un tempo rinomato legale e fondatore dello studio Cooperman & McBride, è ora in rovina. Lasciatosi dalla moglie Michelle - che ancora lavora come socio alla Cooperman&McBride - vive in un motel, in compagnia di una bottiglia e di un cane randagio, odiato a morte dall'ex compagno Cooperman, ricavando qualche dollaro fancendo il legale per le persone meno abbienti.
Tra le sue mani capita però una causa che lo rimette in carreggiata. La sorella di un uomo dichiarato morto suicida non molto lontano dalla costa di Santa Monica decide di dichiarare guerra alla multinazionale per cui lavorava il fratello... Lei è convinta che quest'ultimo non si sia suicidato, bensì sia morto mentre svolgeva qualcosa di illegale per conto della società per cui lavorava.
La causa - che avrebbe potuto essere liquidata in fretta con un accordo economico - finisce in tribunale a causa della testardaggine delle parti. Gli eventi si ingigantiscono di udienza in udienza, rivelando che in gioco c'è ben di più che un semplice caso di omicidio. L'odio di Cooperman si intravede in ogni mossa legale dello studio avversario a Billy. Ma a ciò si aggiungono anche le rivalità tra gli associati dello studio, non ultima una certa invidia per Michelle, che all'allontanamento di McBride dallo studio, è diventata de-facto la numero 2 dell'intera compagnia legale.

Il castello di carte cresce di puntata in puntata, senza mai regalare spiragli, ingigantendo un complotto le cui parti in causa vorrebbero invece finisse presto. I ricatti solo all'ordine del giorno, e i personaggi vengono sfruttati, uccisi, sviati, manipolati, senza troppe remore. La regia è abile nel non mostrare più di quanto necessario, e gli attori sono tutti di altissimo livello, senza dimenticare una sceneggiatura davvero ben costruita. Però... Però a lungo andare mi sono annoiato. Il livello di intrighi che finisce per sfogarsi in rivalità personali, che manipola la vita delle persone come fossero marionette, eccetera eccetera, è eccitante sulla carta, ma nella realizzazione pratica non ha mantenuto alto il livello di attenzione durante la visione dell'intera serie.
Questo non significa che Goliath sia una brutta serie, tutt'altro, è acqua fresca in un carnet di prodotti che sembrano sempre più l'uno uguale all'altro, ma c'è un quid per cui il prodotto non è riuscito a coinvolgermi al 100%... Ed è un peccato.



Volendo, se avete un abbonamento Amazon Prime, potreste anche guardarvelo in streaming, partendo con un click qui, oppure direttamente su una Fire Tv Stick.

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giovedì 14 dicembre 2017

Certaldo - #ReportageFotografico

Glauco Silvestri
Eccomi nuovamente a parlare di fotografia, sempre rimanendo in Toscana, e sempre raccontandovi un altro piccolo momento di un 'weekend lungo' trascorso tra gli appennini caratterizzati dalla Cinta Senese e la mitica Fiorentina.
In questa occasione parliamo di Certaldo, un piccolo comune toscano che ha dato i natali al Boccaccio, e che è davvero un angolino d'Italia molto affascinante.
Ovviamente parlo del nucleo storico di questa cittadina, che può essere raggiunto sia a piedi, sia con una breve funicolare (n.d.r. Che ha sempre il suo fascino).
Noi, da bravi camminatori, abbiamo optato per la prima soluzione, scegliendo tra le altre cose un percorso in mezzo al verde e un po' dimenticato dagli esseri umani... Ma non dai gatti.

Sentinella

Questo percorso si inerpica sulla collina con una certa fretta, e porta in paese attraverso una piccola porta d'accesso, da cui è possibile ammirare l'intero abitato a valle, anche attraverso piccole garitte oggi usate solo a scopo ornamentale delle vecchie mura di fortificazione.

Attraverso le Sbarre

Il piccolo borgo medievale di Certaldo, si presenta subito facendoci approdare alla casa del Boccaccio, oggi museo, che ahimè è una ricostruzione moderna, visto che durante la seconda guerra mondiale fu rasa al suolo da un bombardamento.
Caratteristica tipica di questi paesini sono le vie strette, con le case accalcate l'una all'altra, tra le quali compaiono quasi per magia delle piccole piazzette, in pietra, con qualche albero, delle statue, panchine, vasi di fiori, e da cui è possibile ammirare i tetti delle altre costruzioni, o ancora qualche addobbo floreale.

Vicoli Caratteristici

Barca

Scarpe

La bellezza è nei dettagli, come il pozzo addobbato con i fiori, o la buchetta postale di una casetta, ma alla fine della fiera lo sguardo viene catturato dalla maestosità del Palazzo Pretorio, sulla cui facciata appaiono gli stemmi nobiliari, e che al primo sguardo appare quasi come un castello, con le sue mura merlate, la torre, e una struttura davvero particolare.

Il Palazzo!

Il Pozzo

C'è posta per te

La sera scende in fretta tra i colli toscani, e la penombra viene subito rischiarata dai lampioni che si accendono uno dopo l'altro. L'aria è quella dei presepi natalizi, e sarebbe bello potersi intrattenere ancora in questo luogo fatato, ma è ormai tempo di rientrare.
Questa volta scegliamo di seguire un percorso - sempre a piedi - che conduce alla Certaldo moderna passando per la porta principale del borgo originale. C'è giusto il tempo di un'ultimo scatto, quello che potete vedere qui di seguito, e poi giù, per la stradina, tra le case diroccate, i panni stesi, gli immancabili gatti, e il traffico.

Porta del Paese

Altri scatti dedicati a Certaldo li potete trovare, come sempre, cliccando qui, sulla mia pagina Flickr. Buona visione e... Il prossimo post fotografico vi parlerà di un mito che di sicuro accenderà i vostri cuori.



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mercoledì 13 dicembre 2017

Fellini, Viaggio a Tulum e altre storie - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
Questo fumetto è un affettuoso omaggio a Federico Fellini, a Mastroianni, e a Vincenzo Mollica. L'amicizia e il sodalizio tra Manara e Fellini è di lunga data, sin dai primi anni ottanta, e in questa raccolta viene ben rappresentata con un volo pindarico nel tentativo di girare un film impossibile tra le piramidi azteche. E il film è semplicemente una scusa per ricordare il regista nelle sue opere più famose, tra cui La bella vita , di cui alcune immagini compaiono inaspettate durante la lettura di una 'delle altre storie'. E così l'aereo decolla, vola fino in sud america, e porta i nostri personaggi in una fantomatica torre di babele dove alto e basso non hanno significato, dove il mare assume colori diversi, dove il morso velenoso di un pesce viene curato con strane danze surreali, dove l'uomo può volare appeso a un filo come fosse un aquilone e... Ovviamente... Dove le donne sono sempre sensuali, protagoniste, ed elementi chiave della narrazione.

Le tavole di Manara sono come sempre affascinanti, opere d'arte che possono essere ammirate al di fuori del contesto del fumetto. Alcune tavole di questo lavoro le avevo in effetti ammirare a una mostra dedicata all'autore, a Bologna, di cui ho parlato qualche tempo fa.
La sceneggiatura onirica all'inizio disorienta, poi conquista e seduce. Meno efficaci sono le storie brevi, che paiono più come un pretesto per descrivere dei sogni, più che veri e propri racconti. Un lavoro elegante, seducente, simpatico... E un bellissimo omaggio che vale la pena leggere.

Come non potrei consigliarlo?


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martedì 12 dicembre 2017

Testimonianze

Glauco Silvestri
Un’alluvione di acciaio volava rombando, velocissima, sopra le nostre teste e le pallottole delle mitragliatrici ricamavano in quel diluvio un motivo fatto di decisa volontà e linguaggio folle. Luci abbaglianti, grandi, piccole, salivano in alto per poi avvitarsi di lato fra le nuvole notturne; l’occhio non sembrava abbastanza rapido e non si riusciva neppure a sentire il proprio vicino urlare.

Tenente Edmund Blunden, 11th Royal Sussex Regiment


La grande storia della prima guerra mondiale (eNewton Saggistica) (Italian Edition) (Hart, Peter)


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